Orto Scolastico
L'orto scolastico, il luogo in cui coltivare saperi e sapori.
Un orto a scuola perché:

Coltivare è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Coltivare un orto a scuola è coltivare prima di tutto dei saperi. Saperi che hanno a che fare con i gesti, con un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare. Coltivare vuol dire avere a che fare con un essere vivente, una realtà che va al di là della certezza di soluzione propria di un'equazione matematica.

Coltivare a scuola è un modo per imparare. Imparare a conoscere gli esseri viventi, il funzionamento di una comunità, l'importanza dei beni collettivi e dei saperi altrui. Saperi di altre generazioni e di altri popoli. Coltivare l'orto a scuola è un attività interdisciplinare adattabile ad ogni età, un'occasione di crescita in cui si supera la divisione tra insegnante e allievo e si impara condividendo gesti, scelte e nozioni, oltre che metodo.

Ecoland è in grado di ideare, progettare e realizzare l'orto della tua scuola. Ognuna di queste fasi sarà correlata ai fabbisogni formativi espressi e potrà essere differenziata in base al diverso percorso didattico che le varie età dell'utenza scolastica permettono di seguire. In pratica Ecoland è in grado di fornire il supporto didattico – logistico per trasformare l'idea dell'orto in uno strumento educativo.
Ecoland è inoltre a disposizione per organizzare seminari rivolti agli insegnanti che intendono gestire da soli un orto scolastico.
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Gli spazi, i tempi e le età per coltivare l'orto a scuola:

Gli spazi:
nell'immaginario collettivo coltivare un orto richiede un terreno e spazi ampi, molto tempo e saperi che, nella civiltà moderna, paiono complessi. Alcune esperienze concrete, dirette ed attuali dimostrano che non è così. Si può coltivare anche senza avere un terreno a disposizione.
I nostri educatori hanno realizzato un orto nel quale lavorano tre sezioni di una scuola dell'infanzia con circa 80 bambini in 6 metri quadrati senza utilizzare il terreno. Non c'è un trucco, c'è solo un po' di creatività: due cassoni di legno, del terriccio, un rubinetto e un punto esposto al sole (anche una terrazza) sono più che sufficienti

I tempi:
l'orto vive tutto l'anno e l'orto scolastico deve trovare un equilibrio tra i tempi e le esigenze della didattica, i ritmi biologici delle piante, la tradizione agricola della zona e la motivazione del personale scolastico, degli studenti e delle famiglie nel realizzare un percorso di crescita culturale attorno e con l'orto. L'estate può essere un momento critico, ma anche un'opportunità per favorire una vita sociale nella scuola (le famiglie intervengono irrigando e raccogliendo i frutti durante l'estate) o il ricorso alla tecnologia (un piccolo impianto di irrigazione!).

Le età:
Il bambino e il vecchio potrebbero essere i due principali protagonisti dell'orto didattico. Uno con l'entusiasmo di chi ha tutto da apprendere, da scoprire. L'altro col piacere di trasmettere la propria esperienza, il proprio sapere. Ma il secondo non può avere esperienza se in altre epoche della vita non l'ha maturata. Il risultato è che l'orto non ha età, nemmeno a scuola. Esso offre spunti educativi in ogni livello della scuola, da quella dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Ciò che cambia è il livello di approfondimento e sperimentazione, il linguaggio della ricerca. Ciò che accomuna i due livelli è il lavoro sulla rete di relazioni che caratterizzano la comunità biotica sulla Terra, così come la comunità umana attorno all'orto.
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